a cura di Antonella Rizzo |
«In pochi minuti il fiume ha portato via tutto. Abbiamo avuto molta paura. Non ci ha aiutato nessuno». Sono le parole di Giovanna, una residente della frazione di Zafferia, dopo che una forte pioggia torrenziale ha interessato la costa messinese nel primo fine settimana di febbraio 2025, provocando ingenti danni in molte zone della città di Messina. Una tra le più colpite è stata appunto Zafferia, abitata da circa seicento abitanti che la mattina del 2 febbraio 2025 si sono ritrovati sommersi dal fango e dai detriti.
La violenta esondazione dell’omonimo torrente ha trasformato le strade in impetuosi fiumi che hanno trascinato via tutto ciò che incontravano. I danni alle abitazioni sono stati contenuti, al contrario di quelli che hanno interessato automobili e altri mezzi di trasporto.
Molta tristezza si scorge nei volti della comunità di Zafferia, che oltre ad aver visto anni di sacrifici scivolare via in pochi attimi e vissuto veri momenti di panico, lamenta l’indifferenza e il disinteresse delle autorità locali. «I vigili del fuoco ci hanno detto che sarebbero intervenuti solo nel caso in cui ci fosse stato un morto» ha dichiarato la signora Maria in preda a un pianto disperato, mentre la vediamo sollevare massi pesanti a mani nude per liberare l’accesso in casa sua e far defluire il fango in un’altra direzione.
A parte la presenza di due volontari della Protezione Civile a bordo di piccoli escavatori, gli abitanti affermano che i rappresentanti delle forze dell’ordine o figure governative sono giunti soltanto nelle prime ore del pomeriggio.
Una vicenda simile era già avvenuta nell’agosto scorso, ma con entità minore rispetto a quest’ultima, la cui portata poteva essere ben più tragica mietendo delle vittime. In merito alla sicurezza dell’area, proprio in occasione dell’episodio estivo, il sindaco Federico Basile aveva rilasciato un’intervista alla rete locale in cui annunciava lo stanziamento di fondi al fine di ripristinare la zona e costruire dei margini di contenimento per trattenere la furia del fiume e quindi scongiurare il peggio.
Intanto gli abitanti, ancora visibilmente provati, temono una nuova ondata di maltempo e lanciano un appello alle istituzioni affinché le promesse espresse vengano mantenute.
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