a cura di Federica Catalano |
La società contemporanea sta perdendo la propria spiritualità? Questo l’interrogativo che sorge dopo la visione de “La Chimera”, film scritto e girato da Alice Rohrwacher, autrice di altre pellicole come “Lazzaro felice”, “Le meraviglie” e “Le pupille”.
La storia è ambientata nella Tuscia degli anni 70’/80’, quando si assisteva al fenomeno dei tombaroli che dissacravano le tombe antiche, per lo più etrusche, per vendere i corredi funebri al mercato nero.
Il protagonista è Arthur, un archeologo inglese che – avendo il dono di trovare le tombe nascoste sottoterra – partecipa ai furti organizzati da una banda di tombaroli.
Le sue origini e il suo carattere introverso e taciturno lo fanno vivere estraniato. Ha spesso un aspetto trasandato e si limita all’essenziale, al punto da vivere in una catapecchia e da accendersi le sigarette con la bombola. È lui la chimera del titolo, in quanto straniero del mondo che lo circonda.
Arthur va spesso a trovare la signora Flora, mamma di Beniamina, la sua amata defunta. La signora vive in una casa decadente ma ricoperta d’affreschi, in compagnia della sua badante e allieva di canto, Italia. Italia è una donna portoghese ed è l’unica a gestire la casa. Lei avvicinerà Arthur alla lingua italiana e alla semplicità della vita stessa. Un altro personaggio, che per la maggior parte del tempo rimane una figura misteriosa, è Spartaco, l’acquirente a cui la banda di tombaroli consegna ogni bottino.
In questo film d’autore si sviluppano tre nuclei tematici. Il primo è il dualismo vita-morte, da cui deriva il simbolo dell’impiccato presente nel film e nella locandina. Arthur da una parte sente il richiamo della morte proveniente dalle tombe ma dall’altra riprende a vivere grazie a Italia.
Il secondo è il rapporto tra beni materiali e pace spirituale. Arthur si interroga sull’etica dei tombaroli mentre lo stesso gruppo di ladri si fa beffa di chi non può difendersi. Anche la figura di Spartaco è legata ai soldi e al suo status di imprenditore che raccoglie pezzi inestimabili. Arthur si fa trascinare nei furti, ma i suoi pensieri e interessi sono rivolti a Beniamina e a Italia.
Il terzo e ultimo tema de La Chimera è il ritorno alla natura: «l’uomo come gli uccelli in volo» dovrebbe abbandonare la «brama del denaro e l’ansia dei profitti». È un richiamo all’origini, al contatto con la natura umana fatta di scoperta, esplorazione e di tanto mistero.
Rivedere più volte il film consente di comprenderne appieno il simbolismo delicato. La regista propone una chiave di lettura diversa e più umana della società odierna, analizzandone la frenesia verso il profitto e il consumo, la mancanza di spiritualità e i valori più profondi della vita. Qui si concentra il grande valore de La Chimera.
Titolo: La chimera
Regia e sceneggiatura: Alice Rohrwacher
Attori principali: Josh O’Connor, Carol Duarte, Alba Rohrwacher, Isabella Rossellini, Vincenzo Nemolato
Durata: 2h 10m
Genere: Avventura/Drammatico
Anno: 2023, Italia
Dove: Piattaforme streaming
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